martedì 11 maggio 2010

Sorelle Coltelle

L’altra sera ero in compagnia dei soliti smandrappati che non sanno ancora se fare i capitalisti o darsi ad una vita parca e frugale, mentre constato che l’unica frugalità che mi si addice è in seta, si unisce all’allegra brigata una coppia, nella vita e nel lavoro, di architetti. Lei ha delle unghie fighissime, corte e smaltate color melanzana. Lo smalto dato benissimo su tutta la superficie a disposizione, uniforme e senza sbavature sulle pellicine o similia. Tutta la mia ammirazione femminile sgorga da me irruente, ma il torrente incontra lo scoglio della totale ignoranza “estetistica”. Sono finte. Coooooosaaaaaaaaa??? E io che avevo già eletto questa giovane donna a mio unico e solo mito, già idealizzata nell’empireo della perfezione, dove albergano anche le sopracciglia di Gigia e le pieghe phonopiastrate di Pigia. Puttanella truffaldina, traditrice di chi si fida, se andava in giro inconsapevole di turbare la mia scarsa e traballante autostima, mi ero già rimessa in croce pensando che in quasi quarant’anni non ho proprio imparato nulla di utile, esteticamente parlando, e quella se viene fuori dicendo sono finte. Nessuno ci fa caso, ma come ? crolla il mondo e in questa stanza nessuno fa un plissé? Certo che no! le altre appartenenti alla combinazione XX, che avessero superato i sette anni se ne erano già accorte, solo io, valentina (6) e emma (8 mesi) eravamo inconsapevoli spettatrici di un’esibizione di menzognera beltade. XY? A loro nulla e non gli sarebbe importato nulla in nessun caso, nemmeno fossero state vere, la sfortunata ai loro occhi contava due difetti orrendi, il primo essere un cesso e il secondo di gran lunga più grave del primo essere senza tette, perché a tutto c’è un limite.

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