lunedì 13 luglio 2015

Saluta la signora

Non so vostra madre, ma io mi ricordo bene la mia quando da bambina mi invitava a salutare. Timidezza nei confronti degli adulti o distrazione infantile, ma spesso i bambini non salutano, vanno un po' incoraggiati.
Poi cosa accade? Inventano i social network e lì parte un florilegio di buongiorno mondo !, buona notte, tanti auguri, ti lovvo <3 e via discorrendo, senza parlare di foto di figli, case, vacanze, cani e piedi. Bene sembrava il trionfo del "saluta su" di mamma.


Invece cosa capita? Il delirio
Se ho notato questa cosa è perché mi è capitato di leggerne con una certa frequenza in questi giorni, sui social: l'isteria per la domanda casuale fatta da conoscenti incontrati per caso.
Voglio pensare che sia il caldo, ma non credo. Alcuni esempi? Eccoli.
Ho figli maschi e mi chiedono quando faccio la femmina
    Ho dei gemelli mi chiedono come faccia a farli mangiare contemporaneamente
    Ho 5 gatti e la gente mi chiede come faccia a sopportare i peli
    Mi chiedono se sono dimagrita/ingrassata
    Mi dicono che stavo meglio con il taglio di capelli precedente
    Chiedono dove vado in vacanza (ma io non ci posso andare)
    ecc
    ecc
 
Innanzitutto se conoscete gente demmerda, fatevi delle domande e datevi delle risposte.
Forse una buona idea potrebbe essere - al momento dell'incontro - buttarci a terra a quattro zampe rispolverando capacità olfattive sopite, darci un'annusatina ai genitali per capire lo stato dell'altro senza proferir parola, non scartiamola come idea.
Cosa dovrebbe chiedervi la gente? Nulla? Se poi vi ignora vi sale l'isteria del secolo.
No, aspettate, vorreste una roba tipo imperatore, voi passate gli altri si fanno indietro inchinandosi. Oppure sentire la vostra voce raccontare una vita assolutamente ordinaria stride con l'idea di voi che volevate passare al prossimo? 


 Ho un segreto da svelarvi, di voi e degli affari vostri non frega un cazzo a nessuno per più di 5 minuti. Non sopravvalutatevi, non siete Kissinger.
Ricordando che come dice il vate " gli altri siamo noi"*, datevi una regolata e svelateci il vostro segreto, qual è la cosa intelligente che invece dite voi quando incontrate un altro?
Come dite? Attraversate la strada e ancora in bilico sul bordo del marciapiede postate sui social che avete evitato la zia Eufemia, ah ecco.

venerdì 3 luglio 2015

l'amore vince sull'odio? non credo proprio.

Dall'ultima volta che ho scritto un post è passato più di un anno... e il mondo gira ancora, incredibile vero? 
Qui è pieno di ragnatele, gente ne passa di qui, ma uno che avesse dato giù lo straccio manco a parlarne, sfaticati. Forse è per questo che siamo amici, la sfaticallanza unisce.
Torno a scrivere perchè ho qualcosa da dire? Ma figuratevi, ho solo voglia di dire le mie quattro cagate senza alcun contraddittorio, potrei anche urlare dalla finestra, ma ho un ego da soddisfare. 
Scrivo perchè vedo che il mondo ha bisogno di cattiveria, sarcasmo e cinismo.
Non il mondo vero, in quello ce n'è in abbondanza, nell'internet dico.
Oh mi si cariano i denti appena arrivo nel webbe, che due coglioni signora mia, i bambini-cucciolini e la protezione 150, i vecchi e la precedenza perpetua, i greci poracci, i mariti speciali, le mogli speciali, semi della cazzo di chia, le sorelle come faremmo senza e abbasta però!
Bugiardi, mi piacciono i bugiardi, ma quando è troppo è troppo.
L'amore ah lammore, le farfalle nello stomaco ( maledetti crudisti ), gli occhi a cuore, attaccatu-noprimatu, tenersi la manina, stendere un calzino per uno, trovare somiglianze in tutto ciò che si fa. Quanto dura? Dai poco, non mentite. Se dura molto è perchè siete sotto psicofarmaci con la scusa dell'ansia o dell'insonnia. 
I rapporti a due sono una goccia di amore in un mare di volontà (semicit.)


E dopo l'amore cosa resta? No, non parlo del portacicche sul terrazzo che non svuotate mai. Non resta nulla, finito l'amore la gente se ne va. " non ti amo più " " lo faccio per te così sarai di nuovo felice". Li conoscete anche voi quelli che si lasciano ma " noi ci amiamo sempre solo in modo diverso, siamo amici ora ", invece mai sentito due che dicono " minchia come ci detestiamo lo/la tirerei sotto con il bus " dunque in amor vince chi odia.
Invece l'odio signora, ah l'odio sì che fa il suo dovere domestico e familiare*sempre. Ricorderete certo la prima mattina che ancora addormentati avete sentito sbattere i pensili della cucina e un insopportabile rumoreggiare di pentole, ecco lì è nato in voi l'odio, sgorgato puro dalla fonte biliare in un tripudio di zampilli. 
Cazzo ti sbatti? Lo fai apposta?? Certo che sì perchè a quello dall'altra parte è sgorgato l'odio giusto un istante prima mentre non trovava il pentolino per il latte e poi l'ha visto nel lavello ancora da lavare dalla sera prima.
Ma non è che il vostro odio è conseguenza di un comportamento altrui, no è naturale, come la sincronicità degli estri nella Savana o la contemporaneità della fioritura maschile e femminile del kiwi.
Perchè la famiglia duri, l'odio deve essere reciproco.
Strappato il velo di Maya vi si distenderanno davanti pianure di odio alto e rigoglioso nelle quali correre e sognare di staccagli la testa con una katana mentre parla della frizione a secco della Ducati, di piazzargli un calcio volante in faccia quando racconta che sua mamma sì che sapeva come fare, di sbuffare fortissimo quando vi chiede se avete fatto questo o quello. Novelle Annie Wilkes sognerete di ficcargli una legnata nelle ginocchia al primo "te lo avevo detto io". La stessa cosa lui per voi.



E non ve ne andrete e non vi lascerete perchè l'odio si nutre di attesa muta e vendetta, e sapere che alla fine ne resterà solo uno alimenta la curiosità di sapere chi resterà, vi aiuterete e spalleggerete con l'odio nel cuore tutta la vita, perchè non può essere una sfiga qualsiasi a portarsi via l'altra parte, dovete essere voi a sfinirlo e a vincere, per questo non andrete da nessuna parte.




*ma lo sapevate che adesso si può scrivere famiGliare ? o tempore o mores

p.s. se non avete altro da fare ci rivediamo qui fra un anno.