giovedì 3 marzo 2011

water closet closed

Dopo la scivolata simil-intimista al post precedente, torno ai miei soliti argomenti deliranti. Ho letto adesso su genitori crescono un post sull’uso di genere del bagno e mi è venuto in mente che ancora non vi ho ammorbato con le mie fisse cessorie. So che offenderò qualcuno di voi, ma per me chi divide con il partner, o congiunti in generale, l’intimità del water dovrebbe essere fucilato.

No dico io faccio cacchina santa e qualcuno sta lì con me e magari chessò si lava i denti? Mi racconta dell’andamento della borsa di Tokyo? Mi chiede se voglio un Martini mescolato e non shakerato? GIAMMAI!

L’ultimo baluardo di privacy, l’ultimo posto intimo dove sei autorizzato a non volere nessuno nelle balle e io che faccio? Ci porto qualcuno dentro? Piuttosto la morte.
Cosa c’è di così urgente che non possa aspettare che io esca dal cesso?
Nella mia famiglia di origine solo io pretendevo questo trattamento, i miei genitori frequentavano promiscuamente il bagno, per me è orrore puro, la morte della dignità personale. No dico già mi vedi ai miei minimi sindacali ( non che la forchetta sia particolarmente ampia ma diciamo pure che ho dei minimi ) devi anche vedermi mentre catabolizzo?

Se mi devo lavare i denti o prendere qualcosa e tu, mia amara metà sei lì dentro, io aspetto fuori, non voglio quell’intimità, non mi serve so com’è, la mia è uguale.

Se l’orrido ti affascina e il puzzo ti attrae vatti a fare un giro alla discarica!

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