giovedì 28 luglio 2011

Mr. Tambourine Man



Avrei voluto scrivere qualcosa sulla morte di Amy Winehouse, perchè mi ha colpita, o meglio mi ha ricordato scene che ho già visto, non in personaggi famosi, quelle le abbiamo viste tutti, ma che ho visto nella mia vita, nella città del chinotto, nel mio quartiere popolare, negli anni dove l'eroina impazzava, quando riconoscevi chi si bucava dall'odore che faceva, se ancora non era devastato nell'aspetto. Ero grande abbastanza, ero un adolescente e so che ci sono persone che non le salva nessuno, ne una famiglia presente ne gli amici ne i servizi, ci sono persone che sono arrivate per andare, dentro bruciano vive, quando ti parlano sono lucide perfino serene a tratti, ma convivono con un demone spesso più grande di loro, c'è chi ci riesce qualche anno, chi tutta la vita con barlumi di normalità trascinando nel delirio se stesso e la propria famiglia, e non è detto che queste persone siano tossicodipendenti.
Altri si sono "fatti" per una vita per nessun motivo particolare forse per timidezza verso la vita, forse per moda forse perchè soggiogati dalla personalità altrui, loro di solito vivono, si danno una ripulita e vivono.

Alla fine non ho scritto di Amy, con questo post la voglio ricordare con Tiziano che ha resistito poco, Massimo e Gas che ripuliti vivono felici con il loro bambino e tutti gli altri che nonostante tutto sono qui e lottano con noi.

8 commenti:

luciebasta ha detto...

ricordo anche io: prima erano in piazza, oggi stanno dentro casa, e probabilmente sono più ricchi. ho già avuto modo di dirlo, io sono cinica: non giustifico mai chi si butta via, ma sono davvero triste per una vita sprecata e cose che non saranno più.

Murasaki ha detto...

Quando sento queste storie mi prende una tale tristezza, perché chi distrugge la sua vita in questo modo ha un mostro dentro che non riesce a combattere...

Stima Di Danno ha detto...

"e non è detto che queste persone siano tossicodipendenti". ecco, io ne conosco diversi di questi altri.

LadeaKalì ha detto...

Non so perché, ho le lacrime agli occhi. Per la lucida tristezza che traspare dalle tue righe, perché dalla campana di vetro in cui sono cresciuta (che ci proteggeva solo apparentemente, bada bene, e ha avuto effetti più letali che l'essere buttata in mezzo ad una strada) non ho avuto modo di entrare in contatto con queste realtà...
Mi dibatto fra la rabbia per chi gioca con il fuoco per noia e trascina con sè tutti quelli che gli sono vicino e la pietà per chi non ha la forza necessaria a sottrarsi al demone di cui parli.
Bel post.

Reb ha detto...

Morire di tristezza, questo fa male. A tutti. E la ferocia di chi non comprende, e passa oltre e compara dolori in una guerra senza vincitori, nè vinti.
Ho scritto confuso, I know.

Ruben ha detto...

Come in tutte le cose della vita bisogna aver fortuna, la fortuna di aggrapparsi a qualcuno/qualcosa per venirne fuori e purtroppo non sempre si riesce e soprattutto basta!

Owl ha detto...

Avrei due nomi da aggiungere alla tua lista. Due nomi a cui ogni tanto penso e che ormai non ci sono più da un po'. Anche se eravamo così giovani quando ci siamo visti l'ultima vota.

iviaggidimaya ha detto...

anche io ho le lacrime agli occhi... per come hai descritto il fatto che ci sono persone che stanno bruciando dentro e che arrivano per poi andarsene, e per tutto il resto. E non solo per chi si distrugge con la droga. Grazie