martedì 6 settembre 2011

la pesca del nonno

Quando facevo il liceo e i tirannosauri erano ancora in salute, avevo un professore di matematica e fisica, molto, ma molto simpatico. Ora so che è in pensione, dopo una gloriosa carriera che lo ha portato fino alla vicepresidenza del liceo scientifico della città del chinotto, almeno così mi hanno detto.
Fra le migliaia di aneddoti che in tre anni ha sparato, molti dei quali cazzate imperiali di rango elevatissimo - tipo improbabili flirt con scandinave - ricordo la storia della pesca del nonno, ma poteva anche essere una mela.
Mi torna in mente in questi giorni di rapporti di lavoro complicati.
Eccovela.
Mio nonno era uso prendere dal cesto della frutta sempre il frutto più grande, cosa che normalmente non si fa secondo la buona educazione. Cioè di solito chi sceglie per primo, si limita e prende un frutto medio o piccolo addirittura per non sembrare ingordo o sfrontato nei confronti degli altri commensali. Mio nonno invece prendeva sempre la pesca più grande. Solo dopo anni, quando lo notai chiesi al nonno come mai prendesse sempre il frutto più grosso servendosi per giunta per primo. Il nonno mi rispose che tanto quel frutto sarebbe stato suo comunque, perchè tanto nessuno lo avrebbe preso e se lui si fosse servito per ultimo lo avrebbe avuto comunque lasciato da altri, tanto valeva prenderlo subito.

diciamo pure che sei una cogliona e perfino la tua memoria tenta di venirti in soccorso dicendoti cosa è giusto fare

2 commenti:

Madamadorè ha detto...

qualunque cosa ci sia in ballo....prendilo tu il frutto più grande!

Mamma F ha detto...

un filosofo, non c'è che dire...
ma tu poi il frutto più grande lo prendi o no? ;-)