venerdì 27 gennaio 2012

mangiare meno, dimagrire tutti

e' un periodo un po' così, strano e faticoso, per motivi di organizzazione familiare e di salute, comunque sciocchezze. Prosegue il programma di esercizio fisico, anche se non aggiorno più il blog quotidianamente, beata pigrizia. Ieri ho avuto un breve scambio su acquisti alimentari a km0 e sulla necessità degli stessi.
Ho rimescolato un po' tante cose che in questo periodo entrano e escono dalla mia vita e ve le butto lì, così come al solito ci rifletto meglio.
Nella riflessione il primo pensiero è stato: siamo tanti, proprio tanti; cioè immaginare che i contadini di zona, qualunque zona, possano dare cibo a tutti quelli che contadini non sono, ma che hanno bisogno di mangiare mi è sembrato impossibile. Mi ha indotto all'errore la quantità, parlo per me così nessuno si offende, siamo grassi, non tutti, ma molti. Mangiamo troppo per tanti motivi, compensazione di affetti assenti o presenti diversamente da come vorremmo, male inteso senso del convivio, se ti invito a cena dovrebbe essere per godere della reciproca compagnia non per ingozzarti, non siamo nel medioevo la mia "ricchezza" non è nella quantità mangiabile che riesco a buttare sul tavolo, ma tant'è. Non credo comunque che il mangiare meno riuscirebbe a dare cibo a tutti con le risorse agricole attualmente impegnate a livello locale, è necessario che ognuno abbia un orto, anche condiviso chessò condominiale, di vicinato, di quartiere, in abbinata a un anziano che già lo fa. in questo modo l'approvvigionamento sul mercato sarebbe ridotto e maggiori risorse sarebbero a disposizione per chi veramente non ha possibilità di orto: chi vive in città.
Comprare meno non significa pagare meno, c'è un reddito da garantire al produttore, non è immaginabile comprare cibo a pochi centesimi se prodotto qui vicino a noi, ci sono costi da sostenere, dotazioni e formazione obbligatoria da possedere, tasse da pagare e famiglie che devono campare bene esattamente come vogliamo campare bene noi. Andate a informarvi su quanto venga pagata la produzione agricola, una qualsiasi, al kg immaginate quanti chili se ne dovrebbero vendere per vivere e quanta superficie agricola si dovrebbe coltivare per ottenerla e se secondo voi una persona sola ce la può fare.
mangiare meno, coltivare tutti, pagare di più: perchè è giusto per tutti.

6 commenti:

luciebasta ha detto...

altrochè biologico.
ti adoro.

Mamma F ha detto...

sulle verdure sono perfettamente d'accordo con tutto il tuo discorso.
il mio contadino pusher di verdura, frutte, uova e formaggio mi fa pagare MOLTO ma MOLTO meno di un supermercato delle balle e mangio bio, a km0 e intrattenendo rapporti sociali deliziosi.
(a volte mi scova anche i tartufi)
in merito al tuo discorso però ho delle domande da profana:
- sulle uova va da sè che 6 galline forniscono le uova per un condominio, ma i formaggi?
- la carne?
- il pesce?
mi domandavo dove finisce l'idea di km0 (che amo) e inizia la monomania (che aborro).
non vorrei che finissimo come col downshifting e il decluttering che ha fatto di persone normali dei fanatici oltranzisti.

Elena e Manuele ha detto...

a volte è difficile realizzare i propri desideri. per la nostra piccola famiglia, che si riunisce solo per cena, è impensabile andare dal contadino che comunque è a 10 km di distanza, o prendere sempre cose bio. la carne bio non la trovo, qui. dovrei andare in città, quindi fare 25-30 km.
e allora mi "adagio" sul supermercato di zona, cercando bio e equo ma senza diventare matta.

silvia.moglie ha detto...

tu sei persona che pensa e che non ha peli sulla lingua. io mi sono appena letta l'articolo che dice che il blocco camion ha portato la produzione locale sugli scaffali. io che il venerdì vado al mercato contadino e se non vado presto resto senza cavoli (che non c'è tanto di più) e senza ricotta (prodotta a casola valsenio i km sono 20).
ma poi mi chiedo: scanìa settefonti produce latte e formaggi. fa solo 3 mercati settimanali, come farebbe a sfamare tutte la città? e da dove arriva il cibo per le sue bestie? oggi glielo chiedo. io compro uova dalla vicina, ho fatto domanda con il gas per un piccolo orto ma non rinuncio a banana, ananas e cioccolato.

Owl ha detto...

Sono d'accordo. Molto d'accordo. Il contadino mi va anche bene pagarlo di più (qui non sempre è di più, va dal raccolto e dagli affari che ha fatto, e mi sembra giusto così).

Come mamma f. mi pongo anch'io le stesse domande. A natale abbiamo provato ad adottare una capra, relativamente vicina (le mucche per noi son troppo lontane e addio km0) che ci darà secondo stagione carne e formaggi. Può essere un buon metodo? Un corriere gira sempre però... boh.

the pellons' ha detto...

Bello... sì, bello, peccato io abiti a Milano e per quanto compri da un GAs con intenti bio ed etico-sociali e prediliga prodotti del parco agricolo Milano Sud e quel che volete... insomma, a km0 massimo ci trovo una pantegana cancerogena.