mercoledì 9 ottobre 2013

"non siete altro che un mazzo di carte" ovvero #strettchaps



Una volta al lavoro mi chiamò un cliente imbufalito, aspettava un mio collega, quello non si era presentato all'appuntamento e manco aveva avuto la decenza di avvertire nessuno. 
Ricoprivo il ruolo di coordinatore e richiamai il collega, si giustifico dicendo che non aveva trovato l'azienda.
L'azienda era un edificio enorme su una strada statale in prossimità di una rotonda con montata sopra una scritta con la ragione sociale gigantesca, azzurra, credo fosse visibile dalla luna insieme alle piramidi.
Replicò che " alle volte le cose molto grandi non si vedono da vicino, esattamente come le piccole sembrano enormi ", nice try man, you're fired.

Resta di tutto questo una grande verità, alle volte stiamo con il naso appiccicato ad una cosa e questa cosa ci sembra immensa, assoluta. La " cosa " non deve essere necessariamente qualcosa di negativo, un problema, ma anche positiva, qualcosa che ci coinvolge, che ci prende, che ci piace. 
E via dietro al bianco coniglio.

E' talmente coinvolgente quella cosa che ci stiamo con il naso schiacciato lì, ci occupa tutto il campo visivo e diventa il nostro mondo, e il mondo - come ogni mondo che si rispetti - ha le proprie dinamiche e i propri attori, il prete, il farmacista, il sindaco, il barista, la santa, la zoccola, il puttaniere, il perfetto e via di seguito.

E' un mondo rassicurante perchè conosciamo chi lo abita, sappiamo cosa fanno tutti e come reagiranno agli eventi. Dopo un po' annoia, si torna sulla piazza, si espone un po' di mercanzia e qualcuno ci tira dentro un altro mondo, si è gli ultimi arrivati e agli ultimi tocca fare il caffè, ma lo facciamo perchè prima o poi ci inviteranno a sedere in salotto a chiacchierare e allora sì che svolteremo. Arriva quel giorno, non siamo ancora sul sofà ma solo a fare tappezzeria, e scopriamo che le chiacchiere sono le stesse e chi sembrava un inarrivabile fine pensatore in realtà è un arrivabilissimo mediocre con la giacca di lustrini.

Fermo restando che gli altri ci annoiano quanto noi annoiamo loro e che sicuramente molti sopravvalutano la propria presenza nella vita degli altri, proviamo a togliere l'occhio dalla toppa

se facciamo un passo indietro si vede la porta 
se ne facciamo due vediamo il muro
tre e si vede tutta la stanza 
quattro siamo fuori
cinque e voltandosi si rivede il mondo


Alice: "Per quanto tempo è per sempre?" 
Bianconiglio: "A volte, solo un secondo.

una di quelle letture che dovrebbe essere perpetua durante la vita



1 commento:

Mammaatorino ha detto...

Sei un genio!