martedì 20 settembre 2011

buongiorno italia, buongiorno maria con gli occhi pieni di malinconia

Non è che devo stare qui a spiegarvi in quali mani si trovi questo paese no? che in parlamento ci siano nominati e non scelti dalla gente lo sapete, che questi nominati alzino la mano a piacere del loro signore e padrone lo sapete. Quindi la situazione di merda vi è chiara, a qualcuno anche troppo.
Lo dico sinceramente, se lo avessi capito prima, diciamo 15 anni fa, me ne sarei andata, magari in concomitanza della fine della prima vita, chissà forse sarebbe andata bene, forse.
Oggi in questo paese ho un figlio, un mutuo e una famiglia che nelle difficoltà della vecchia avrà bisogno di me.
La mia inclinazione naturale allo scontento perenne mi farebbe dire sì a un trasferimento repentino, ma poco avrebbe a che vedere con la stretta situazione italiana.
Ieri sera sentivo la radio a cena con MIB, intervenivano gli ascoltatori e una ha detto una cosa che per la prima volta ai miei occhi ha assunto contorni nuovi. La signora al telefono ha detto una cosa banalissima che avrete sicuramente sentito anche voi almeno cento volte: i miei figli se ne dovranno andare da questo paese.
Non vi suona nuovo no? sono sicura di no.
L'ho pensato e lo penso pure io, ma perchè?
perchè ho perso la speranza?
perchè il massimo del mio impegno civile è I LIKE sotto un guerrilla post?
perchè ho ancora da perdere a scendere in piazza a incazzarmi?
temo il giudizio degli altri davanti al mio impegno e alla mia indignazione?
chi mi ha messo in testa di stare nei ranghi e seguire il gregge?
le persone che mi potrebbero giudicare, non sono quelle con le quali ritengo di non avere nulla in comune?
mio figlio deve andare via perchè io sono senza coraggio?
mio figlio deve andare via perchè io sono parte del sistema?
mio figlio deve andare via perchè se alla fine se mi si fosse palesata la possibilità di un privilegio io la avrei afferrata?
mio figlio va via perchè io combatto solo battaglie brevi e con ripercussioni immediate e positive nella mia vita personale?
ho perso la coscienza sociale?
Le battaglie non esistono più per me se non ne ho un beneficio diretto?


Figlio sappi che te ne dovrai andare perchè tua madre è troppo pigra e conformista per combattere per te.






19 commenti:

mammapellona ha detto...

Cazzo hai ragione. Anche io sono così, e l'hai scritto nel giorno del compleanno di uno di quei figli che se dovranno andare. Mi rammarico di non essere rimasta a Berlino a vivere la mia vita invece di fare qualcosa di vero per cambiare questo paese. Bella madre di merda.

Brunhilde ha detto...

Eh no, aspetta un attimo prima di colpevolizzarti, scusa..
Tieni anche presente che il luogo eletto, nel vero senso della parola, per esprimere la tua rivoluzionaria ribellione, ossia la cabina elettorale, ormai è diventata -come giustamente premetti- soltanto la sede in cui ratificare scelte fatte in un'altra sede, da qualcun altro, che tu puoi al massimo convalidare. Mettici che i nostri genitori ci hanno fatte studiare perché credevano (e ne sono convinta anch'io, nonostante tutto) che il sapere fosse davvero potere, a prescindere dalla forma del fondoschiena. Mettici pure che la generazione prima della nostra s'è arrabattata in tutti i modi pur di restare aggrappata a tutti i propri privilegi, andando a ledere i nostri (e con questo non voglio mettermi a fare la guerra dei poveri, mi chiedo soltanto quand'è che i sindacati si sveglieranno, una volta morti tutti gli statali e pensionati che sono il 90% dei loro iscritti). E mettici pure, e questo te lo STRAgarantisco, quant'è deprimente, alle volte pure umiliante, vedere tutto questo triste balletto di ballerine, nani, meretrici, servi ed utili idioti dall'estero.
Ti senti ancora tanto pigra?
.. Che, per caso parli il tedesco? Io sono qua, eventualmente.

luciebasta ha detto...

io ho detto la stessa cosa su un post di stefania: fino a ieri la lotta di piazza mi faceva sorridere, oggi non ho altro mezzo.
non voglio perdere l'occasione di dare voce al mio malessere.
e non voglio che la gioppina non abbia scelta.
bel post.

Owl ha detto...

Io lo penso da un po'. Non si cambiano le cose solo indignandosi e tirando avanti. Finchè non ci si incazza davvero non otterremo niente.
Lo so sono parole trite e ritrite.

Ma sembra che ogni tanto si rigurgiti indignazione e poi ci si rimette in binario. Hai ragione.

Tempo fa è stato gettato un sempre, italian revolution ricordate... roba da studentelli.... ancora prima le donne in piazza, sedate sotto chili e chili di indifferenza.

Hai ragione Penta, se non si cambia nulla è colpa nostra... bisogna che lo sappiano i nostri figli. Almeno per aver chiaro cosa non fare.

Oggi sono piuttosto inacidita....

LA LUNA NERA ha detto...

per la rivoluzione (preferibilmente senza armi da fuoco) io sono sempre pronta. da un pezzo!
non m'interessa fare l'eroina: uno contro tutti, con sconfitta assicurata, per questo attendo fiduciosa che i sentimenti di consapevolezza (e relativa ribellione) si diffondano abbastanza da creare un piccolo (?) esercito e poi passare alle vie di fatto.
nel frattempo faccio piccoli cambiamenti nei gesti quotidiani affinchè possa sentire sempre meno questo "essere nel sistema".
la Libertà passa inevitabilmente per l'autosufficenza. prima di tutto dei pensieri.

CloseTheDoor ha detto...

Difficile dire come sento mio questo post!!! Anche io mi sento meglio scendendo in piazza a manifestare e prendendomi la sensazione di 'stare facendo qualcosa'. Per me, per mia figlia. Quello che mi sabota è il messaggio "Ma tanto non serve a nulla, anche se cambiasse fai in tempo a morire prima che succeda". E' un pensiero che mi mette a disagio perché se la pensassimo tutti così, Martin Luther King se ne sarebbe stato tranquillo a casa sua a distribuire ostie la domenica (distribuiscono le ostie i battisti? non lo so).
Anche io sono perplessa all'idea di lasciare la barca che sta per affondare, ma non voglio nemmeno cadere nella trappola di pensare che manderò mia figlia via di qui perché io non ho fatto in tempo. Casomai lei ritornerà, se crede.
Sono stata abbastanza contorta, vero?

Pentapata ha detto...

il senso generale che dal flusso di coscienza del post non traspare è quanto sono disposto a rischiare del "mio" per il bene collettivo? fino a che la risposta rimane nulla, mi sembra complesso aspettarsi che altri combattano. Dire prima o poi la gente equivale a sperare che un altro si sacrifichi anche per noi, non è accaduto e temo non accadrà.
Chiaramente posso "salvare" mio figlio mandandolo via perchè a oggi ho risorse economiche per farlo, ma mi chiedo non sono forse io quello che chiede liberty and justice for all ? se sì allora che senso ha? salvato il mio si fottano gli altri? se no, io sono come loro. Mi fa un po' schifo ma i fatti dicono questo. (to be continued )

Owl ha detto...

sempre più d'accordo con te, avessi avuto la tua stessa lucidità ne avrei fatto un post

Pentapata ha detto...

per l'impegno nel "reale" stimo tante blogger, una per tutte Francesca Sanzo (Panzallaria) della quale non condivido tutte le battaglie, ma davanti alla quale tiro giù il cappello mille volte per l'impegno.

Stefania ha detto...

Voglio condividere questo post, perché dice cose che io non sono riuscita ad esprimere. Credo che alla fine tutte noi lo facciamo soprattutto per i nostri figli. Voglio che mia figlia sia orgogliosa di me e che quando mi chiederà "E tu cosa hai fatto?" io possa guardarla negli occhi e raccontarglielo.

sabrina ancarola ha detto...

Amaro post che purtroppo condivido

Improvvisamente in quattro ha detto...

Io è settimane che, sempre più nauseata, continuo a dire: "ma cosa possiamo fare, di concreto?"... e poi: "lo farei?".....

mammadifretta ha detto...

concordo con te e credimi, la voglia di ribellarsi è tanta mentre i più sembrano inebetiti, e bersani mi sta quasi più sulle scatole di silvio tale è la sua inettitudine. o la rivoluzione arriva dal basso o non ne usciamo.

mafalda1980 ha detto...

Ti scopro grazie a Owl e non ti lascio più.
Sono amareggiata quanto te, proprio domenica ho scritto un post a proposito dell'opportunità di andarcene via...

Ilmondoatestaingiù ha detto...

Uhm, bel post. Ma amaro.

Io non ho figli (come si dice, sono un ramo secco :)) ma consiglio caldamente a tutti gli amici con prole di spedirli via a studiare, e possibilmente a vivere.

Perché? Perché temo che il livello di mancanza di correttezza raggiunto dalla nostra società sia tale che la protesta, la rivoluzione, non è più fra un gruppo socialmente individuabile ed un altro, bensì in noi stessi. Da queste situazioni nella storia non si è mai usciti se non con una rivoluzione sanguinosa.

Vedi, io credo che fra le varie domande tu ne abbia messa una che ritengo sia centrata: "se mi si fosse palesata la possibilità di un privilegio io la avrei afferrata". Ecco, qui c'è tutto. Da ragazzo rifiutai un posto all'AEM perché, nonostante fossi arrivato secondo al concorso, avevo il dubbio che il selezionatore, amico di mio padre, avesse fatto qualcosa per me. Buttai una carriera certa (tutti gli assunti con quel concorso erano dirigenti a 35 anni) per un rigore che oggi sembra anacronistico.
Siamo il paese nel quale non si redarguisce il bambino che da grande vuol fare il calciatore o la bambina che vuol far la velina, ma anzi li si aiuta in questa aspirazione. Siamo il paese nel quale si chiama delazione difendere il proprio diritto di cittadino. Siamo la nazione nella quale se vedi un reato ti giri dall'altra parte.

Ora siamo la nazione che ha messo al governo chi teorizza tutto questo, e altro ancora. Negli Stati Uniti un presidente che avesse dichiarato che è giusto non pagare le tasse se sono troppo alte (troppo rispetto a quale metro di giudizio? mah..) sarebbe stato istantaneamente messo sotto accusa di tradimento verso la nazione. Noi applaudiamo.

LadeaKalì ha detto...

Non so se pigri o conformisti... forse solo sfiduciati di fronte ad un malcostume che è diventato prassi, una degradazione totale del sistema...sfiduciati perché cambiare la mentalità di chi ci circonda sembra un'opera immane...ha ragione ClosetheDoor, con il suo esempio di Martin Luther King...ma come ho già detto da un'altra parte, da dove cominciamo?

Ladoratrice ha detto...

Arrivo qua da Owl. Io non ho figli e leggendovi mi dico: io posso permettermi la rivoluzione, posso mollare un lavoro da sfruttata e mettere un bastoncino nell'ingranaggio. Io posso e devo farlo, posso dire forte il mio no e varrà anche per loro. Non penso che chi ha un mutuo, bimbi da crescere e troppo da rischiare sia inutile e non stia facendo niente o che sia complice. Anche se non scende in piazza non sciopera o che so io. La rivoluzione, il cambiare rotta sta soprattutto in altro, secondo me. Non si tratta solo di rovesciare i governi Sta nella nuova generazione che avrà una testa diversa, pensieri nuovi, valori. Ognuno fa quel che puó quando e come puó e anche l'indignazione vale qualcosa. Una donna non è una madre di merda perchè non cambia il mondo per il figlio, ma lo è se cresce un figlio che non ha strumenti per vedere (e eventualmente cambiare) quel mondo di merda.

Pentapata ha detto...

ecco leggendo qua e là individuo il nodo nei vostri commenti, il cambiamento NON può essere solo nelle cose proprie, ok partire da sè ma se non si arriva alla partecipazione secondo me non serve a niente o è un movimento talmente lento che manco fra 100 anni.

CloseTheDoor ha detto...

http://lagallina.splinder.com/post/25644627/abbandonare-la-barca