domenica 11 settembre 2011

E allora, non chiedere per chi suoni la campana. Essa suona per te

ero all'università, in biblioteca, arriva una ragazza e ad alta voce dice che l'ha chiamata sua madre dicendo che a New York stava capitando una tragedia. Ero con un'amica, siamo tornate all'appartamento dove gli altri coinquilini avevano già la tv accesa. Cosa era successo credo lo sappiate.
Saprete anche delle teorie per cui i servizi americani potrebbero essere coinvolti in un crollo controllato delle torri.
Saprete che da quel momento ci sono stati dieci anni consecutivi di guerre.
Potrebbere essere stato di tutto, un complotto, un vero attentato, un folle tentativo di reggere una situazione economica che dieci anni dopo stritola tutti.
Sono morte oltre tremila persone. Come se il mio paese fosse scomparso tutto.
Se avessi perso qualcuno lì, preferirei pensare all'attentato anche se è l'potesi più ingenua, piuttosto che farmi una ragione del martirio sull'altare del dollaro.

2 commenti:

LadeaKalì ha detto...

Accettare di dare una ragione "pratica" ad una tale tragedia equivale ad aver smarrito il senso dell'umanità. Ho letto di tutto sugli attentati, e solo in questo caso le varie "conspiracy theories" non mi hanno divertito, ma raccapricciato....

mammapellona ha detto...

Sì, non che questo ci risolleverebbe, fosse anche così...
Comunque credo molla teoria del complotto, o almeno della colpevole mancanza di protezione: non ci credo che gli usa non avessero subodorato nulla ma nulla, ma proprio no.