domenica 25 marzo 2012

le carte in tavola

Oggi ho preso a calci la porta di casa per quanto non sopporto più vivere qui.
Ho bisogno di aria fresca, gente e trambusto, cose che vanno e vengono, perfino di smog.
Ho commesso un errore a venire a vivere qui, basato sul fatto che se vivi in campagna ma fai la vita del workaholic milanese tanto vale almeno avere il conforto dei servizi delle città da bere.
Poi c'è che mi abrutisco sempre più e quindi è necessario correre ai ripari il più presto possibile.

molto molto molto presto, tipo sfrattare l'inquilino di torino e prenderne il posto? non avessi un bambino lo farei, costringerlo al pendolarismo sarebbe una cattiveria, ma non lo escludo totalmente, perchè meglio essere stanchi la sera che fuori di testa sempre.

Se vi state chiedendo perchè un agronomo detesta la campagna ecco provate a rispondere a questa domanda: gli ingegneri edili vivrebbero in una cava?

p.s. se doveste prendere a calci una porta non accanitevi, ho un livido a un piede.

17 commenti:

Ilaria Pedra ha detto...

Io una volta ho preso a calci un autobus, stava ripartendo, roba che bastava un attimo a stirarmi.
Concordo: vivere in campagna e lavorare in città è solo stressante.

pentapata ha detto...

noi viviamo e lavoriamo in campagna è solo che quando non lavoriamo e intorno vediamo la campagna andiamo in città sparati!

Ruben ha detto...

Mai prendere a calci qualcosa di più duro del proprio piede...

Ska ha detto...

Uh. Come ti capisco.
Dall'hinterland alla brianza mi sembra già di essere caduta nel baratro..
Ma ogni tanto vado a respirare del "buono" smog cittadino.

mammaatorino ha detto...

T aspetto Penta, la prima serata urbana che passi qui sara un devasto alcolico di festeggiamenti. eh? ;-)

Murasaki ha detto...

E io che invidiavo la tua vita bucolica...
;-)

pentapata ha detto...

@mammaatorino avrò una serata cittadina o quando nanni sarà adulto o quando troveremo una baby sitter notturna

@murasaki io non ho una vita bucolica, vivo solo in campagna, ma non la campagna che immaginate evidentemente

Mamma F ha detto...

è davvero ora di "cambiare aria", Penta...
(ma se ti fai male al piede poi come corri?)

Owl ha detto...

Annuisco.

Ilmondoatestaingiù ha detto...

Mah, meno male che ognuno è diverso... Sono un workaholic milanese che si è sempre sobbarcato pendolarismi atroci pur di non abitare in Milano, e che è ritornato nell'hinterland da meno di un anno e già sta cercando una casa di nuovo fuori, dove si veda verde, campagna, dove le zanzare siano grosse come tacchini e feroci come tigri del bengala, ma dove di notte regni il silenzio, e la gatta possa vivere tranquilla nel verde.

Capisco i tuoi calci nella porta. Io evito, ho l'unghia dell'alluce delicata :)

luciebasta ha detto...

Posso fare come Freccia? Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx.
(citazione elevata, lo so...tanto lo sai che sei sempre libera di mandarmi a cagare)

pentapata ha detto...

@lucia io non abito in un paese di 20mila abitanti. ci lavoro e poi recupero il nano di corsa faccio 20 km e arrivo nel nulla tutti i maledetti giorni, io e la scimmia ci conosciamo bene e sappiamo che possiamo stare insieme solo a certe condizioni e qui non ci sono più.

BEGONIA ha detto...

io sono stata per 7 anni in campagna e poi mi sono rituffata nella città... che scelta difficile e dolorosa e lunga è stata... però ora sono mooooooooolto contenta!

Marzia ha detto...

Quando ho letto le tue righe ho capito perchè, a parte sogni di maggiore disponibilità di verde e spazio all'esterno per mio figlio, noi non ci muoveremo mai dalla città. Ci piacerebbe una casetta con un pò di giardino ma sempre nei paraggi, siamo davvero troppo abituati ad uscire di casa ed essere circandati da tutto e tutti. Certo rumore e smog sono opprimenti ma quando siamo in campagna da mio padre non dormiamo per troppo silenzio! Talvolta vedere certi paesaggi ci induce a desiderare qualcosa di meglio di cemento e asfalto ma poi facciamo i conti con noi stessi e le nostre radicate abitudini ...

sfollicolatamente ha detto...

Tranquilla, gli sbrocchi cosi capitano a tutti, almeno, a me si - una volta ero cosi incazzata che mi son messa a buttare un piatto per terra, ripetutamente, solo che non si rompeva peche ero in giardino e si conficcava nella terra. ah i vantaggi dela vita agreste...

pellona ha detto...

Io ti capisco. E credo che se mollassi milano che pure spesso odio, morirei.

Clara V ha detto...

Oddio scusate ma sfolli che ficca il piatto per terra è un'immagine che mi accompagnerà negli anni come giusto un paio di filmati di paperissima...
Io vivo a Roma da 20 anni e sinceramente la vita in campagna la vedo come un miraggio, però stare in città è come essere al centro del mondo.
E Cmq mi hai fatto venire in mente questa canzone:
http://m.youtube.com/watch?v=AtnkXL0jAPw